“Sono una combattente che veste alla marinara, sono…”

15 04 2010

Naturalmente chi potrebbe essere se non Sailor Moon? Uno dei primi cartoni il cui successo fu talmente enorme da costringere i creatori a elaborare ben cinque serie televisive, per un totale di 200 puntate.

L’eroina Banny è una studentessa delle scuole medie, una frana in matematica che, nonostante la sua sbadataggine e poca voglia di fare, riesce ogni volta a sconfiggere tutti i cattivi del “Mondo delle Tenebre” che si presentano davanti, trasformandosi in Sailor Moon.

Fortunatamente non è sola ma aiutata dalla gattina Luna, che non perde occasione di riprenderla ogni volta che si comporta come una bambina capricciosa, e insieme ad Amy, Rea, Morea e Marta (rispettivamente Sailor Mercury, Mars, Jupiter e Venus) riuscirà a difendere gli abitanti della Terra dai continui attacchi di Dark Kingdom, nonché il rivale della principessa della Luna (che “guarda caso” sarà la stessa Sailor Moon).

Ah, per non dimenticare l’affascinante e misterioso Milord, sempre pronto ad aiutare le Sailor in pericolo, che senza maschera diventava Marzio, ragazzo delle scuole superiori in eterna lite con Banny (poi alla fine naturalmente i due s’innamoreranno).

Nonostante le numerose censure, attuate dall’Italia, per alcuni episodi a sfondo omosessuale, Sailor Moon ci ha insegnato che non bisognava per forza andar bene a scuola per essere delle eroine come lei, e che bastava indossare un cerchietto d’orato e ridipingersi le unghie per nascondere la propria vera identità.





Magina magica Emi!

14 04 2010

Sulla scia del “L’incantevole Creamy”, cartone a sfondo magico amato da generazioni di bambini, appare nel 1986 “Magica magica Emi”, facendo sognare tutti noi di essere dei fantastici prestigiatori.

Mai, bambina sensibile e romantica di dieci anni, riesce a realizzare il sogno di essere una famosa e brillante prestigiatrice grazie ad uno specchio magico, uno “strano” braccialetto, un tenero e buffo folletto di nome Moko, e senza dimenticare l’indispensabile formula magica: “gira e sfera, il desiderio si avvera!”.

E, in effetti, il desiderio si avvera tutte le volte per Mai, facendola trasformare in Emi, acclamata da tutti, anche da due buffi produttori televisivi, che assumeranno tutta la compagnia di Emi (Magic Art) per le loro esibizioni.

Man mano che le puntate scorrono, il tempo passa anche per Mai, che cresce e inizia a porsi tutti quei dubbi tipici della sua età, ma in più dovrà affrontare il dilemma più arduo per una bambina dai poteri favolosi: lei è davvero Emi, o è solo il frutto del suo sogno? Che cosa potrebbe realmente accadere se la sua controparte magica dovesse scomparire?

Tutto ciò le farà prendere la difficile scelta di rinunciare ai suoi poteri, iniziando così a vivere realmente la sua vita e ad inseguire i suoi sogni, senza l’uso della vera magia.





Una classe di monelli per Jo

13 04 2010

Vi ricordate di quel cartone di cui parlai qualche giorno fa, Tutte per una, una per tutte?

Bene!Questa è la continuazione, che vede come protagonista proprio quella Jo che risaltava tra le sorelle March, ma ormai sposata e una carriera da insegnante/istitutrice ben portata avanti: lei ed il marito mettono su un collegio per bambini. Ad affiancarla nei quaranta episodi firmati Nippon Animation, troviamo la piccola ed altrettanto ribelle Nan, che inevitabilmente ricorda Jo alla sua età.

Naturalmente il collegio è abitato da diversi piccoli personaggi, anche di età differenti, alcuni in arrivo, altri in partenza, pronti a vivere sempre nuove esperienze ed avventure, percorrendo quella che è la strada che li porterà a diventare adulti.

L’effetto di questo cartone era inevitabile: ogni bambino sognava di essere un altro piccolo membro della classe di Jo, immaginando di essere anche lui rincorso da Nan dopo averle fatto un dispetto, di giocare qua e là nella fattoria che era un tempo della zia March.

E anche se questi erano solo sogni, respirare un po’ di sana natura e vitalità attraverso il televisore risultava essere un’esperienza unica ed imperdibile, tanto che difficilmente si mancava all’appuntamento giornaliero (o meglio mattutino!) con “una classe di monelli per Jo”!





Dai! Cantiamo insieme!

10 04 2010

Dal romanzo autobiografico di Maria Augusta Trapp, oltre ad un musical ed un capolavoro cinematografico intitolato “Tutti insieme Appassionatamente”, la Nippon Animation trasferì la sua storia in 40 episodi animati, in modo da far avvicinare anche i più piccoli alle avventure di Maria e dei sette bambini von Trapp.

Per la prima volta il protagonista di un cartone “made in Japan” non è un bambino, ma una ragazza adulta, anche se a differenza del romanzo, dove Maria passa dai 19 anni fino ad arrivare ai 35, l’anime propone la protagonista sempre giovanissima, tanto che arriva a compiere a mala pena 20 anni.

La storia? Credo la conosciamo tutti: Maria, inizialmente novizia in un convento, viene inviata nella famiglia von Trapp come istitutrice dei sette figli dell’affascinante eroe della prima guerra mondiale, il barone von Trapp. La sua allegria e vitalità coinvolgerà l’intera famiglia, che finirà per affezionarsi talmente tanto alla giovane austriaca da far innamorare persino il severo barone, che le chiederà di sposarlo.

Dietro tutta la trama troviamo ragazzi e bambini che non accettano nessuna “sostituzione” della loro defunta madre, ma che crescono e inconsapevolmente si affezionano a questa esuberante figura che va contro tutti i severi canoni imposti dal barone.

In tutto ciò fa da sfondo il nazismo che prende piede in Austria, con i suoi valori radicalmente ripudiati da tutta la famiglia, che successivamente la costringerà a scappare, aiutati dalle loro doti canore.

Uno dei cartoni più belli che io ricordi.

Uno dei cartoni che vorrei ritrasmettessero anche per le nuove generazioni.





Son tre sorelle che han fatto un patto…

8 04 2010

Occhi di Gatto: il cartone più irreale e incredibile del mondo!

Tre sorelle cercano di ritrovare il padre, indossando gli abiti di tre ladre abilissime durante la notte, per recuperare e ricostruire l’intera collezione di opere d’arte che proprio il loro papà aveva creato.

Il nome del trio? Ovviamente Occhi di Gatto!

“Casualmente” anche il bar/ristorante che le tre sorelle gestiscono di giorno si chiama nello stesso modo, e l’unico a non capire il collegamento si queste strane coincidenze è proprio Matthew che, oltre ad essere il fidanzato della seconda gattina Sheila, è il detective che indaga su tutte le malefatte delle ragazze.

Il cartone è giapponese fino in fondo, ignorando tutte quelle censure che l’Italia sarà costretta a fare: credo sia la cosa più normale del mondo se le tre ladre compiano i loro furti senza maschere, vestite di un’aderentissima calzamaglie, indossando stivali dai tacchi vertiginosi!

Eppure, assistere a quegli impossibili piani attuati dalle sorelle Kelly, Sheila e Tati, alle loro incredibili performance atletiche e i travestimenti per ingannare la polizia di Tokyo, diventava, in ogni puntata il pretesto per rimanere incollati alla televisione.





“Ragazzo Marmellata”

2 04 2010

Nonché la traduzione, alquanto ironica, del cartone che, fortunatamente, ha preso le vesti in Italia di “Piccoli problemi di cuore”.

L’anime ha come protagonista Miki, un’adolescente alle prese con il suo primo “batticuore”, che coinvolgeranno il suo fratellastro Yuri e il suo migliore amico Ghinta, nonché tutta la sua strana famiglia e i suoi amici.

La storia, intessuta tra sospetti di tradimento, nuovi e vecchi amori, rapporti a distanza, ha coinvolto tutte le bambine/ragazzine del 1997: Miki, a differenza di Candy Candy e simili, è una ragazza che vive ai giorni d’oggi, alle prese con problemi ed emozioni tipiche di qualunque adolescente, compreso l’esperienza di vedere i propri genitori separarsi e dover convivere in una così detta “famiglia allargata”.

Inoltre il rapporto a distanza che dovrà vivere, infatti il suo fidanzato/fratellastro Yuri vincerà una borsa di studio per gli Stati Uniti, la porterà a crescere, a cambiare, così come il rapporto tra i due protagonisti.

Quali sono quindi questi “Piccoli Problemi di Cuore?” Niente che riguardi infarti, valvole cardiache o apparati circolatori, ma tutte quelle emozioni che sono la causa inevitabile della vita di ciascuno di noi, specie in quei momenti in cui si vivono situazioni nuove, che coinvolgono la nostra famiglia, le nostre amicizie e…i nostri amori.





Il mistero della Pietra Azzurra

2 04 2010

Un cartone decisamente innovativo, rispetto ai classici manga, che confina con il genere fantascientifico. Nadia, la protagonista tredicenne di quest’avventura, insieme al suo amico occhialuto Jean iniziano le loro avventure a Parigi, scappando da un trio di “cattivi” che vogliono mettere le mani sulla misteriosa pietra che porta al collo la ragazza.

Quale magico potere possiederà questa strana “Pietra Azzurra”?

Durante il cartone, la maggior parte di noi,avrà associato questa misteriosa pietra ad una sorta di amuleto salva-vita, capace di brillare ed illuminarsi proprio quando Nadia è in pericolo, ma l’intera storia mostra come dietro ci sia molto di più: si parla di navi da guerra, di sottomarini (il Nautilus e il suo nemico, il Garfish), misteriose tecnologie per conquistare il mondo e sconvolgere i commerci navali.

Come dicevo prima, non una storia delle più classiche, ma un manga che, a mio avviso, spalanca la porta ad altri cartoni a sfondo psicologico, come Full Metal Panic, Full Metal Alchemist, Death Note.

Non un cartone propriamente per bambini, eppure la storia di Nadia e Jean è entrata nei nostri ricordi, proprio perché contornata da quei sentimenti, come l’amore, l’amicizia, anche la paura, che da sempre fanno breccia nell’immaginario dei più piccoli.